Nuovo congedo di allattamento di 28 giorni: tutto quello che devi sapere
Manuel FernándezIn Happymami vogliamo aiutare le mamme e i papà a conoscere tutti i diritti di cui possono usufruire con il nuovo congedo di allattamento, per prendersi cura del loro bebè durante il periodo di allattamento mentre lavorano.
Questo aggiornamento è un passo avanti significativo nel sostegno alle famiglie che lavorano e all’allattamento al seno, offrendo più flessibilità e più tempo per prendersi cura dei bebè.
Prima di addentrarci nei dettagli del congedo di allattamento cumulato, è bene sottolineare che si tratta di un diritto riconosciuto a tutti i lavoratori che si prendono cura di un lattante, almeno fino ai nove mesi di età. Inoltre, questo congedo è indipendente dal tipo di allattamento scelto, sia esso naturale o artificiale,
Che cos’è il nuovo congedo di allattamento?
La seconda vicepresidente del governo e ministra del Lavoro, Yolanda Díaz, ha annunciato una riforma significativa del congedo di allattamento.
Da ora in poi, questo congedo sarà esteso a un totale di 28 giorni per tutti i lavoratori in Spagna.
Questo cambiamento rappresenta un passo avanti importante per l’uguaglianza e il sostegno alle madri che lavorano, eliminando le disuguaglianze precedenti.
Inoltre, questa riforma include i dipendenti del settore pubblico, garantendo che tutti i lavoratori spagnoli beneficino di questo diritto ampliato.
Caratteristiche del nuovo congedo di allattamento
- Personale e non trasferibile
- Possono usufruirne sia le mamme sia i papà
- Retribuito
Quando si richiede il congedo di allattamento, non si verifica una riduzione del reddito legata agli aspetti salariali, come lo stipendio base, gli straordinari e le integrazioni salariali volontarie. Al suo posto, la mamma che richiede questo congedo riceve dall’azienda la «Prestazione per l’esercizio corresponsabile della cura del lattante». Tuttavia, l’azienda ha la facoltà di ridurre o dedurre in modo proporzionale i compensi legati alla produttività o alla presenza al lavoro, mantenendo intatto lo stipendio base.
In un caso eccezionale, quando entrambi i genitori richiedono il congedo di allattamento con le stesse condizioni fino al compimento del primo anno di età del figlio, può esserci una riduzione proporzionale dello stipendio durante i tre mesi rimanenti. In questa situazione, la legge sulla sicurezza sociale prevede una prestazione economica per quel periodo, ma solo uno dei genitori può riceverla, secondo quanto stabilito dall’articolo 183 della legge generale sulla sicurezza sociale.
- Destinato ai figli di età inferiore ai 9 mesi, con la possibilità di estenderlo fino ai 12 mesi, ma solo quando entrambi i genitori richiedono il congedo con la stessa durata e modalità. In questo caso, può essere prolungato fino al primo compleanno del bebè.

In che cosa consiste il nuovo congedo di allattamento?
Il «congedo di allattamento», noto anche come «congedo per la cura del figlio lattante», è un diritto presente in Spagna da tempo. Nel 2019 c’è stato un cambiamento importante: sia gli uomini sia le donne possono usufruire di questo congedo. Questo significa che i lavoratori possono prendersi un’ora al giorno, senza riduzione dello stipendio.
Lo Statuto dei Lavoratori, all’articolo 37.4, descrive nel dettaglio il congedo di allattamento. Questo congedo, come accennato in precedenza, concede ai lavoratori il diritto di assentarsi dal lavoro per un’ora al giorno per prendersi cura del proprio lattante fino ai nove mesi, con la possibilità di dividere questo tempo in due periodi.
In situazioni di nascite, adozioni o affidamenti multipli, la durata di questo congedo viene ampliata in modo proporzionale. Questo beneficio, tuttavia, è soggetto alle condizioni stabilite dalla contrattazione collettiva o dagli accordi con l’azienda. Inoltre, la durata del congedo aumenta in proporzione al numero di figli.
Per esempio, per due figli viene concesso il diritto a due ore.
La riduzione dell’orario di lavoro legata a questo congedo è un diritto individuale dei lavoratori e non è trasferibile ad altri genitori o a chi si prende cura del bebè.
Nei casi in cui due dipendenti della stessa azienda richiedano questo congedo per lo stesso motivo, l’azienda può limitarne l’uso simultaneo per ragioni organizzative, offrendo alternative per garantire il godimento del congedo e la conciliazione.
Inoltre, i genitori possono scegliere di prolungare il periodo del congedo fino ai dodici mesi del lattante, con una riduzione proporzionale dello stipendio dopo i nove mesi.
È inoltre possibile ridurre l’orario di lavoro di mezz’ora oppure accumulare il congedo in giornate intere, secondo la preferenza del lavoratore.
Dove richiedere il congedo di allattamento?
Il congedo di allattamento si richiede direttamente al tuo datore di lavoro o all’ufficio risorse umane dell’azienda per cui lavori. Questa procedura è necessaria per formalizzare l’uso di questo diritto riconosciuto dalla normativa sul lavoro di molti paesi.
Passi per richiederlo:
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Contatta il tuo datore di lavoro o le Risorse Umane:
- Chiedi se esiste una procedura specifica per richiedere il congedo.
- Conferma i documenti necessari, come il certificato di nascita del bebè.
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Redigi una richiesta scritta:
- Includi i tuoi dati personali, il tuo posto di lavoro e le date o la modalità del congedo che desideri (giornaliero o cumulato).
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Consegna la richiesta:
- Fallo di persona o via e-mail, a seconda della politica dell’azienda.
- Chiedi una conferma di ricezione per avere prova della tua richiesta.
Normativa applicabile:
Il congedo di allattamento è regolato dalla legislazione sul lavoro di ogni paese. È importante consultare le leggi locali o il contratto collettivo del tuo settore per conoscerne i dettagli. In caso di dubbi, puoi cercare una consulenza legale o contattare un sindacato.
Come usare il nuovo congedo di allattamento?
Da quando la mamma o il papà rientrano al lavoro dopo il congedo, possono usufruire di un congedo di allattamento che consiste in un’ora di assenza al giorno. La novità principale del 2023 è come questo congedo viene distribuito fino ai 9 mesi del bebè. Ci sono diverse opzioni:
- Prendere un’ora intera al giorno.
- Dividere l’ora in due mezz’ore.
- Ridurre di mezz’ora l’orario di lavoro all’inizio o alla fine.
- Accumulare il congedo se l’accordo collettivo lo consente.
Non c’è un’opzione migliore di un’altra, dipende dalle esigenze di ogni mamma. L’importante è che l’azienda dimostri il proprio impegno per la conciliazione e sia disposta ad ascoltare le preoccupazioni dei dipendenti.

Come richiedo il nuovo congedo di allattamento
Basta presentare una richiesta scritta all’ufficio risorse umane con almeno 15 giorni di anticipo rispetto alla data desiderata per iniziare a usufruire di questo congedo di allattamento.
Nonostante la recente modifica, non è ancora stato stabilito un modulo ufficiale per richiedere il congedo. Un documento che esprima la volontà del padre o della madre di richiedere il congedo, con i dati essenziali e le date rilevanti, è sufficiente. Questa richiesta può essere consegnata in formato cartaceo o digitale, chiedendo sempre all’azienda di confermare la ricezione e l’approvazione di quanto richiesto.
Ci sono limitazioni con il nuovo congedo di allattamento?
Attualmente, il congedo per assentarsi dal lavoro per allattamento dipende dagli accordi di lavoro o dalla contrattazione collettiva. Questo diritto non è trasferibile tra genitori o persone che si prendono cura del bebè.
D’altra parte, se due dipendenti della stessa azienda richiedono il congedo per lo stesso motivo, l’azienda può limitarne l’uso simultaneo per motivi organizzativi, dovendo offrire alternative a entrambi i lavoratori.
Inoltre, il congedo può essere prolungato fino ai dodici mesi del bebè, con una riduzione proporzionale dello stipendio dopo i nove mesi. È anche possibile scambiare questo diritto con una riduzione di mezza giornata o accumularlo in giornate intere.

Conclusione sul nuovo congedo di allattamento
Il recente ampliamento del congedo di allattamento a 28 giorni da parte del governo è un passo significativo verso un maggiore sostegno alle famiglie che lavorano. Questo cambiamento riflette una comprensione profonda delle esigenze dei padri e delle madri nella prima fase della crescita.
Rappresenta un impegno per la salute e il benessere delle famiglie, offrendo ai genitori più tempo per nutrire e prendersi cura dei propri bebè in una fase cruciale.
Senza dubbio, questa riforma è un progresso nella costruzione di una società più inclusiva e consapevole dell’importanza dell’allattamento al seno e della genitorialità responsabile.
Domande frequenti
Quando entra in vigore il nuovo congedo di allattamento?
Il nuovo congedo di allattamento entra in vigore alla data stabilita dalla normativa sul lavoro aggiornata del tuo paese. Per saperlo con precisione, consulta la legislazione o il bollettino ufficiale in cui viene pubblicata la modifica.
Come si calcolano i 28 giorni di allattamento?
I 28 giorni si calcolano accumulando il tempo giornaliero consentito (di solito 1 ora) durante il periodo in cui ne hai diritto, dalla fine del congedo di maternità fino ai 9 mesi del bebè. Per esempio:
- Se lavori 5 giorni a settimana per 6 mesi (circa 120 giorni lavorativi):
120 giorni x 1 ora al giorno = 120 ore.
Dividi queste ore per le ore della tua giornata lavorativa (per esempio, 8 ore/giorno):
120 ÷ 8 = 15 giorni accumulati.
Il numero esatto dipende dal tuo calendario lavorativo e dalla normativa applicabile.
Come funziona il nuovo congedo di allattamento?
Il nuovo congedo di allattamento può includere miglioramenti come il suo ampliamento, un accumulo più flessibile o la possibilità di condividerlo tra i genitori, a seconda della normativa. In generale, permette di ridurre l’orario di lavoro o di accumulare le ore in giornate intere di riposo. Conferma con la tua azienda e la legislazione vigente per conoscere i dettagli.